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  1. Strutture

CTRL+J(UNK) LAB | Control Junk Laboratory

Aggregazioni della ricerca
CTRL+J(UNK) LAB opera in un campo di ricerca interdisciplinare che ha come oggetto di studio i sistemi di spreco e di scarto, includendo i processi, i prodotti ed i servizi ad essi collegati. CTRL+ rappresenta l'idea di controllo e gestione attenta dei processi progettuali. "JUNK" indica materiali e/o scarti pronti a essere reinterpretati e riutilizzati. Gli studi sugli scarti sono un campo emergente che guarda allo spreco in senso lato superando le percezioni legate alle nozioni convenzionali di spazzatura e rifiuti. In questo senso il centro studi investe ambiti più ampi di ricerca connessi alle criticità del nostro tempo, all’impatto sull’ambiente dei sistemi produttivi agli effetti del cambiamento climatico. Esplora gli ambiti dei neomateriali, dei materiali di seconda generazione, dei materiali bioderivati, dei processi e dei sistemi bioispirati, dei processi circolari, la sostenibilità ambientale delle produzioni di cibo, gli effetti di pressioni antropiche su ecosistemi modificati. Il centro studi si indirizza anche ai sistemi sociali, guardando ai processi di potere e alle politiche che scartano persone, luoghi, situazioni, cose. Scartare significa letteralmente decidere cosa ha valore e cosa no, e non ha a che fare solo con la materialità, bensì con sistemi di relazioni, attività e legami che producono e riproducono diseguaglianze sociali e ambientali, coinvolgendo persone, cose, luoghi. Partendo dal tema degli scarti e dei rifiuti il centro studi mette in relazione ambiti accademici complementari in una prospettiva interdisciplinare che si muove nel solco del riciclo inteso come attivazione di un nuovo ciclo, spaziando dalla scala dell’oggetto a quella del servizio e dello spazio, investendo i campi dei materiali, naturali, biologici o artificiali, attraverso sperimentazioni con differenti tecnologie. CTRL+J(UNK) LAB prende le mosse dagli interessi di ricerca di studiosi e progettisti operanti in tali ambiti, ed è spinto dalla volontà dei suoi promotori di agire con spirito collaborativo per creare un punto di riferimento nell’ateneo, nel contesto territoriale.
Indirizzo:
Università Iuav di Venezia Dipartimento di Culture del progetto Venezia, Santa Croce 191, Tolentini
Periodo di attività:
(giugno 7, 2023 - )
  • Dati Generali
  • Aree Di Ricerca
  • Afferenze
  • Pubblicazioni
  • Contratti
  • Contatti
  • Progetti

Dati Generali

Acronimo

CTRLJUNK LAB

Tipo

Centro studi

Strutture collegate

DIPARTIMENTO DI CULTURE DEL PROGETTO

Aree Di Ricerca

Settori (15)


PE8_11 - Environmental engineering, e.g. sustainable design, waste and water treatment, recycling, regeneration or recovery of compounds, carbon capture & storage - (2024)

SH3_1 - Social structure, social mobility, social innovation - (2024)

SH3_11 - Digital social research - (2024)

SH3_12 - Social studies of science and technology - (2024)

SH8_6 - Architecture, design, craft, creative industries - (2024)

SH8_9 - Digital approaches to anthropology, cultural studies and art - (2024)

Goal 11: Sustainable cities and communities

Goal 12: Responsible consumption and production

Goal 13: Climate action

Goal 9: Industry, Innovation, and Infrastructure

Settore ARTE-01/C - Storia dell'arte contemporanea

Settore BIOS-05/A - Ecologia

Settore CEAR-08/D - Design

Settore CEAR-12/A - Tecnica e pianificazione urbanistica

Settore IIND-07/B - Fisica tecnica ambientale

Parole chiave (10)

  • crescente
  • decrescente
circular design
climate change
ecological transition
innovazione sociale
neomateriali
riciclo, riuso
scarti
simbiosi industriale
sustainable interaction design
waste design
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Descrizione linee ricerca (8)

  • crescente
  • decrescente
CIRCULAR DESIGN. La linea di ricerca indaga il circular design come approccio progettuale orientato alla definizione di processi, prodotti e servizi capaci di mantenere nel tempo il valore di risorse, materiali e componenti. L’attenzione è rivolta all’adozione di cicli circolari e rinnovabili, con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza nell’impiego delle risorse, ridurre gli sprechi e contenere gli impatti ambientali associati ai sistemi di produzione e consumo. La ricerca considera l’intero ciclo di vita di prodotti e servizi, dalla scelta delle materie prime alla produzione, distribuzione, utilizzo, manutenzione, riuso e fine vita. In questa prospettiva, il design interviene non soltanto sulla configurazione degli artefatti, ma anche sulle relazioni tra attori, processi e flussi, esplorando strategie orientate alla durabilità, riparabilità, modularità, disassemblaggio, riuso e riciclo. Le attività comprendono l’analisi di casi studio, filiere e modelli circolari, la mappatura di processi e flussi e lo sviluppo di strumenti progettuali utili a individuare opportunità di ottimizzazione e trasformazione dei sistemi esistenti. Particolare attenzione è dedicata all’integrazione tra strategie progettuali, modelli produttivi e organizzativi e condizioni territoriali. Attraverso ricerca teorica e applicata, la linea mira a contribuire alla transizione verso sistemi produttivi più efficienti e resilienti, capaci di ridurre la dipendenza da risorse vergini e di mantenere materiali e prodotti all’interno di cicli d’uso più lunghi e rigenerativi.
FORMAZIONE E DIVULGAZIONE. La linea comprende attività di formazione, divulgazione e trasferimento della conoscenza sui temi della sostenibilità, della circolarità, dei materiali, dello scarto e delle trasformazioni tecnologiche e sociali connesse al progetto. L’obiettivo è rendere accessibili contenuti, metodi e risultati della ricerca a pubblici differenti, favorendo la costruzione di una maggiore consapevolezza rispetto alle implicazioni ambientali, produttive e culturali delle scelte progettuali. Le attività si rivolgono a studenti, progettisti, imprese, istituzioni, associazioni e cittadinanza e comprendono workshop, seminari, lecture, laboratori, incontri pubblici e iniziative di disseminazione. I contenuti della ricerca vengono tradotti in formati e linguaggi differenti, capaci di adattarsi ai diversi contesti di apprendimento e di favorire il confronto tra conoscenze accademiche, competenze professionali ed esperienze provenienti dai territori.
MAPPATURA DEI PROCESSI CIRCOLARI LEGATI ALLO SCARTO NEL TERRITORIO DEL NORD-EST. La linea di ricerca analizza e mappa i processi circolari legati allo scarto nel territorio del Nord-Est, con particolare attenzione alle relazioni tra sistemi produttivi, disponibilità di risorse, filiere locali e pratiche di recupero, riuso e trasformazione. L’obiettivo è comprendere come materiali residuali, sottoprodotti e scarti vengano intercettati, valorizzati e reimmessi in nuovi cicli produttivi e d’uso. La ricerca considera il territorio come un sistema complesso di flussi, competenze, infrastrutture e attori, osservando le connessioni tra imprese, istituzioni, associazioni e reti locali. La dimensione geografica diventa così uno strumento per leggere la circolarità non come principio astratto, ma come insieme di pratiche situate, dipendenti dalle caratteristiche economiche, produttive e sociali dei contesti in cui si sviluppano. Le attività comprendono la raccolta e l’analisi di casi studio, la mappatura di materiali, attori e filiere, l’individuazione di relazioni tra origine dello scarto e possibili processi di trasformazione, e la costruzione di strumenti di rappresentazione e visualizzazione dei sistemi osservati. Attraverso ricerca sul campo, analisi territoriale e collaborazione con soggetti pubblici e privati, la linea mira a rendere visibili reti, opportunità e criticità dei processi circolari del Nord-Est, contribuendo alla costruzione di una conoscenza condivisa utile alla ricerca e al progetto.
MATERIALI, PROCESSI E SISTEMI BIOISPIRATI La linea di ricerca indaga materiali bioderivati, processi e sistemi bioispirati come ambiti emergenti per il progetto, con particolare attenzione alle relazioni tra design, biologia, tecnologie e sistemi produttivi. L’interesse riguarda sia l’impiego di risorse di origine biologica per lo sviluppo di nuovi materiali, sia l’osservazione di principi, strutture e processi naturali come riferimento per la definizione di soluzioni progettuali. La ricerca considera materiali e sistemi biologici non come semplici modelli da imitare, ma come dispositivi complessi da comprendere nelle loro logiche di crescita, trasformazione, adattamento e rigenerazione. In questa prospettiva, il design esplora modalità alternative di produzione e trasformazione della materia, interrogando il rapporto tra risorse, processi e condizioni ambientali. Le attività comprendono la mappatura e l’analisi di materiali bio-based e bioderivati, lo studio di casi e applicazioni emergenti e alcune esperienze di sperimentazione materiale, tra cui quelle legate all’impiego del micelio. Particolare attenzione è dedicata alle possibilità di integrazione tra conoscenze scientifiche, pratiche progettuali e competenze produttive. Attraverso ricerca teorica e applicata e collaborazione interdisciplinare, la linea mira a sviluppare strumenti e scenari capaci di ampliare il ruolo del design nella costruzione di sistemi produttivi più adattivi, rigenerativi e compatibili con i processi biologici.
NEOMATERIALI, MATERIALI DI SECONDA GENERAZIONE. La linea di ricerca indaga i neomateriali e i materiali di seconda generazione come esito di processi di trasformazione che coinvolgono scarti, sottoprodotti, residui produttivi, materie post-consumo e risorse rinnovabili. L’attenzione è rivolta non soltanto alle caratteristiche tecniche e prestazionali dei materiali, ma anche ai sistemi produttivi, territoriali, ambientali e culturali all’interno dei quali essi vengono generati, trasformati e reimmessi in nuovi cicli d’uso. La ricerca considera il materiale come un nodo di relazioni tra risorse, processi, tecnologie, imprese, territori e pratiche di progetto. In questa prospettiva, i materiali di seconda generazione costituiscono un campo di osservazione privilegiato per comprendere come il design possa contribuire alla transizione da modelli lineari di produzione e consumo verso sistemi più circolari, capaci di ridurre l’impiego di risorse vergini, valorizzare flussi residuali e prolungare il valore della materia nel tempo. Le attività comprendono la mappatura e classificazione di materiali emergenti, l’analisi delle filiere di provenienza e trasformazione, lo studio di casi aziendali e sperimentali e la costruzione di archivi e material library fisiche e digitali. Particolare attenzione è dedicata alla dimensione territoriale delle filiere e alle relazioni tra disponibilità di risorse, competenze produttive e possibilità di recupero e riuso. La linea esplora inoltre strumenti di visualizzazione, narrazione e interazione capaci di rendere leggibili provenienza, trasformazioni, impatti e scenari di fine vita della materia. Attraverso ricerca teorica e applicata, sperimentazione progettuale e collaborazione con imprese e istituzioni, l’obiettivo è sviluppare strumenti critici e operativi per orientare scelte progettuali più consapevoli rispetto ai cicli e alle trasformazioni della materia.
SISTEMI DI SPRECO E SCARTO La linea di ricerca indaga i sistemi di spreco e di scarto, includendo i processi, i prodotti e i servizi che contribuiscono alla loro produzione, gestione e trasformazione. L’attenzione è rivolta alle dinamiche attraverso cui risorse, materiali, oggetti e valore vengono progressivamente consumati, dispersi o esclusi dai cicli d’uso, considerando lo scarto non come un semplice esito finale, ma come il risultato di precise scelte progettuali, produttive, organizzative e culturali. La ricerca osserva le relazioni tra produzione, distribuzione, consumo, manutenzione, dismissione e trattamento, con l’obiettivo di comprendere dove e come si generano inefficienze, eccedenze e perdite di valore. In questa prospettiva, il design è chiamato a interrogare non soltanto la forma e la durata dei prodotti, ma anche i servizi, le infrastrutture e i modelli organizzativi che ne accompagnano l’intero ciclo di vita. Le attività comprendono l’analisi di casi, processi e filiere, la mappatura dei flussi di materia e valore e lo studio di pratiche orientate alla prevenzione dello spreco, al riuso, alla riparazione, alla redistribuzione e al recupero. Particolare attenzione è dedicata alle interazioni tra comportamenti, sistemi di servizio, modelli produttivi e condizioni territoriali. Attraverso ricerca teorica e applicata, la linea mira a sviluppare strumenti critici e progettuali per rendere visibili i meccanismi che generano spreco e scarto e per esplorare configurazioni alternative capaci di mantenere più a lungo risorse, prodotti e valore all’interno dei sistemi d’uso.
SOCIAL DESIGN La linea di ricerca indaga il social design come ambito critico e operativo per osservare i processi attraverso cui persone, luoghi, situazioni e cose vengono progressivamente esclusi, marginalizzati o resi invisibili. L’attenzione è rivolta alle dinamiche sociali, economiche, territoriali e istituzionali che producono condizioni di fragilità, disuguaglianza e abbandono, interrogando il ruolo che il design può assumere nella loro lettura e trasformazione. La ricerca considera lo “scarto” non soltanto come esito materiale, ma come processo culturale e politico che definisce ciò che viene riconosciuto come utile, produttivo, centrale o, al contrario, sacrificabile. In questa prospettiva, il progetto diventa uno strumento per rendere visibili relazioni, conflitti e forme di esclusione, mettendo in discussione criteri e dispositivi che regolano l’accesso a risorse, servizi, spazi e opportunità. Le attività comprendono l’analisi di casi, contesti e politiche, la ricerca sul campo e lo sviluppo di pratiche progettuali orientate all’ascolto, alla partecipazione e alla costruzione di nuove forme di relazione. Particolare attenzione è dedicata ai territori e alle comunità interessati da processi di marginalizzazione, spopolamento, abbandono o trasformazione sociale. Attraverso ricerca teorica e applicata e collaborazione con istituzioni, associazioni e comunità, la linea mira a sviluppare strumenti critici e progettuali capaci di riconoscere e reinterpretare ciò che viene escluso dai sistemi dominanti, contribuendo alla costruzione di condizioni più inclusive e accessibili.
SOSTENIBILITA DIGITALE. La linea di ricerca indaga gli impatti ambientali e sociali legati alla diffusione delle tecnologie digitali e delle infrastrutture di rete, mettendo in discussione l’idea di un digitale immateriale e privo di conseguenze. L’attenzione è rivolta alle risorse necessarie al funzionamento dell’ecosistema digitale, ai modelli di consumo che esso genera e alle trasformazioni che produce nei comportamenti individuali e collettivi. La ricerca analizza la dimensione materiale della rete, considerando il consumo energetico di data center, infrastrutture, dispositivi e servizi digitali, insieme all’impiego di materie prime e alle emissioni associate alla loro produzione e gestione. Un ulteriore ambito riguarda la crescente produzione di rifiuti elettronici, i processi di obsolescenza e sostituzione dei dispositivi e le criticità legate al recupero, al riciclo e alla dispersione delle loro componenti. Accanto agli impatti ambientali, la linea affronta le conseguenze sociali ed esperienziali dell’economia digitale, con particolare attenzione al tempo e all’attenzione come risorse sempre più contese. Piattaforme, interfacce e servizi vengono osservati in relazione alle strategie di coinvolgimento continuo, all’intensificazione dei consumi digitali e alla trasformazione delle modalità di relazione, informazione e fruizione dei contenuti. Attraverso ricerca teorica e applicata e analisi di prodotti, servizi e sistemi digitali, la linea mira a costruire strumenti critici per rendere visibili i costi materiali e sociali della digitalizzazione e interrogare il ruolo del design nella definizione di modelli tecnologici più sostenibili, duraturi e consapevoli.
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Afferenze

Collaborazione con altri Gruppi (2)

DeSTE | Design e capitale naturale e territoriale
NSBVN | SUSTAINABLE EXHIBIT: per lo studio e la promozione di una transizione ecologica nel sistema degli eventi e delle esposizioni

Referenti

FAGNONI RAFFAELLA

Elenco di tutti gli autori

Partecipanti esterni:, > Barbara Di Prete (Politecnico di Milano), > Chiara Olivastri (Università di Genova), > Mario Volpe (Università Ca' Foscari di Venezia), > Pierpaolo Ruttico (Politecnico di Milano), > Debora Giorgi ( Università degli Studi di Firenze), > Giuseppe Lotti (dal 10/04/2024) - (Università degli Studi di Firenze), > Alessandro Mason (dal 10/04/2024) - (Studio Gisto), > Giovanni Foppiani (dal 05/06/2024) - (RMIT University), > Alessia Ronco Milanaccio (dal 05/06/2024) - (Università di Genova), > Daniela Amandolese (ex personale esterno Iuav collabora dal 15/10/2024)

Partecipanti (16)

BADALUCCO LAURA
BRIGOLIN DANIELE
COSTA PIETRO
CRIPPA DAVIDE
DALL'OMO CARLO FEDERICO
EMMI GIUSEPPE
FAGNONI RAFFAELLA
LEONARDI CARMELO
LODOVINI ALESSANDRO
LUCERTINI GIULIA
MARAGNO DENIS
MORPURGO EUGENIA
PERON FABIO
TONIN STEFANIA
VACANTI ANNAPAOLA
VACCARI ALESSANDRA

Pubblicazioni

Pubblicazioni (66)

  • crescente
  • decrescente
  • Tutti
  • All
  • Open
  • Partially Open
  • Mixed
  • Embargoed
  • Reserved

Contratti

Gruppo

Contratto di ricerca con l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) finalizzato ad un programma di ricerca relativo a: “Riqualificazione energetica degli edifici finalizzata a delineare azioni mirate per promuovere soluzioni di progettazione edilizia, urbanistica e di arredo degli interni idonei a contenere i consumi energetici”

Contatti

Sito Web (2)

https://ctrljunk.rete.iuav.it/
https://www.materialexploratory.it/

Progetti

Progetti (6)

Innovazione Sociale nella Transizione Tecnologica (ISTTec)
Material Exploratory. Processi di simbiosi industriale per raccontare e ripensare le filiere del territorio in chiave ecosistemica
Material Literacy - Educare alle metamorfosi della materia
NSBVN – SUSTAINABLE EXHIBIT
SARTI - Simbiosi Aziendali: Recuperare Tessile Insieme
iNEST- Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem
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