Designing the void and the absence : a UNESCO site on the edge of the Po valley = Progettare il vuoto e l’assenza : un sito UNESCO ai margini della pianura padana
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
Il testo presenta i risultati di alcune esperienze didattiche elaborate sull’ambito geografico del Palù di Livenza.
Collocato ai bordi della pianura veneta, esso ospita le sorgenti del fiume Livenza ed è uno dei 111 siti dell’arco alpino, riconosciuti come patrimonio UNESCO, in cui sono state ritrovate importanti testimonianze della cultura palafitticola neolitica.
Malgrado ciò, il Palù resta marginale, poco conosciuto e frequentato. L’obbiettivo della ricerca è allora quello di mettere a sistema le molte potenzialità che esso offre (sotto il profilo storico-culturale, ambientale, paesaggistico ed enogastronomico) dando vita a una rete di interventi che possano dotarlo di quelle attrezzature necessarie a favorirne una più consapevole fruizione turistica.
Tutto ciò lavorando in gran parte all’esterno del sito stesso, riattivando vecchi percorsi o integrando gli esistenti, recuperando cave abbandonate o piccoli manufatti rurali; soprattutto, guardando a esso come a uno spazio vuoto da riempire, non tanto di nuovi oggetti costruiti, ma, in primis, di significato.
In questa strategia non è secondario un confronto con gli altri siti dell’arco alpino dove il patrimonio archeologico neolitico è stato valorizzato in modi diversi e, spesso, discutibili. Da qui il valore, anche “modellistico”, della ricerca.
Collocato ai bordi della pianura veneta, esso ospita le sorgenti del fiume Livenza ed è uno dei 111 siti dell’arco alpino, riconosciuti come patrimonio UNESCO, in cui sono state ritrovate importanti testimonianze della cultura palafitticola neolitica.
Malgrado ciò, il Palù resta marginale, poco conosciuto e frequentato. L’obbiettivo della ricerca è allora quello di mettere a sistema le molte potenzialità che esso offre (sotto il profilo storico-culturale, ambientale, paesaggistico ed enogastronomico) dando vita a una rete di interventi che possano dotarlo di quelle attrezzature necessarie a favorirne una più consapevole fruizione turistica.
Tutto ciò lavorando in gran parte all’esterno del sito stesso, riattivando vecchi percorsi o integrando gli esistenti, recuperando cave abbandonate o piccoli manufatti rurali; soprattutto, guardando a esso come a uno spazio vuoto da riempire, non tanto di nuovi oggetti costruiti, ma, in primis, di significato.
In questa strategia non è secondario un confronto con gli altri siti dell’arco alpino dove il patrimonio archeologico neolitico è stato valorizzato in modi diversi e, spesso, discutibili. Da qui il valore, anche “modellistico”, della ricerca.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
limite, aree marginali
Elenco autori:
Ferrari, M.; Ferrara, P.
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Architecuture Tourism and Marginal Areas