Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
L'articolo si interroga sui modi con i quali il corpo si è solitamente relazionato allo spazio e che, nello scenario della pandemia, sono entrati in crisi. L’idea di distanza critica, di distanza di sicurezza, descritti da T. J. Hall nel suo fondamentale “La dimensione nascosta” (1968) si definisce come quella distanza che misura l’intervallo tra l’attacco e la fuga, una distanza che esclude quella personale o intima.
A fronte di ciò la necessità di ricostruire il senso del corpo umano come fisicità pensante o intelligenza senziente. Un’ inversione di rotta, di cui è sostenitore da alcuni decenni Pallasmaa, è l’unica possibilità di affermare nuovamente il valore della dignità umana. E’ proprio la perdita del valori dell’uomo come “abitante poeta”, della città come luogo della memoria collettiva, dei luoghi come origine dell’identità, dell’ambiente come grande casa che tutti abitiamo, del pianeta come luogo del quale il corpo umano è parte.
A fronte di ciò la necessità di ricostruire il senso del corpo umano come fisicità pensante o intelligenza senziente. Un’ inversione di rotta, di cui è sostenitore da alcuni decenni Pallasmaa, è l’unica possibilità di affermare nuovamente il valore della dignità umana. E’ proprio la perdita del valori dell’uomo come “abitante poeta”, della città come luogo della memoria collettiva, dei luoghi come origine dell’identità, dell’ambiente come grande casa che tutti abitiamo, del pianeta come luogo del quale il corpo umano è parte.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo su Rivista
Keywords:
misura, corpo umano, corpo urbano, città
Elenco autori:
Albiero, Roberta
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