Imago Sylvae : strumenti di attraversamento e rappresentazione dello spazio selvatico = Imago Sylvae : instruments for navigating and representing the wilderness
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
L’avanzata delle selve, dimostrata dai dati statistici di natura nazionale e sovranazionale, ha aperto il
campo della ricerca alla presenza di una natura incontrollata dove la paura, il Pan di Hillman, “spalanca
la porta su questa realtà” [Hillman 1977, p. 75]. Il selvaggio è animato, è corpo vivo, che in qualità di
anima mundi “indica le possibilità di animazione offerte da ciascun evento per come è, il suo presen- tarsi sensuoso come volto che rivela la propria immagine interiore […] non solo animali e piante
infusi di anima, come nella visione dei romantici, ma l’anima data con tutte le cose” [Hillman 2002, p.
130]. Ognuna di queste realtà si costruisce tra immagine (fantastico) e concretezza, attira e respinge,
indaga e produce nella dimensione della rappresentazione e del progetto un organismo di eventi. Se
la selva è quindi composta da un insieme complesso di ‘fatti’ e di spazi, la domanda da porre è come
questi si raffigurano? Quali sono le strategie per riconoscere segni e tracce tali da produrre mappe
per l’attraversamento?
Il testo ha lo scopo di individuare gli elementi della selva ancorandoli a un mondo della rappresen- tazione e del progetto secondo una nuova tassonomia, in modo da indicare metodi che rendano il
selvatico riconoscibile. La domanda a cui trovare risposta si compone attraverso passaggi che insieme possono dare un’immagine di quello che è lo spazio selvaggio inteso quale informe, nel senso
batailliano del termine, e che rovescia (o aggiorna) le intersezioni consuete tra ‘forma’ e ‘contenuto’
mostrando le strutture di un possibile attraversamento per mezzo del progetto.
campo della ricerca alla presenza di una natura incontrollata dove la paura, il Pan di Hillman, “spalanca
la porta su questa realtà” [Hillman 1977, p. 75]. Il selvaggio è animato, è corpo vivo, che in qualità di
anima mundi “indica le possibilità di animazione offerte da ciascun evento per come è, il suo presen- tarsi sensuoso come volto che rivela la propria immagine interiore […] non solo animali e piante
infusi di anima, come nella visione dei romantici, ma l’anima data con tutte le cose” [Hillman 2002, p.
130]. Ognuna di queste realtà si costruisce tra immagine (fantastico) e concretezza, attira e respinge,
indaga e produce nella dimensione della rappresentazione e del progetto un organismo di eventi. Se
la selva è quindi composta da un insieme complesso di ‘fatti’ e di spazi, la domanda da porre è come
questi si raffigurano? Quali sono le strategie per riconoscere segni e tracce tali da produrre mappe
per l’attraversamento?
Il testo ha lo scopo di individuare gli elementi della selva ancorandoli a un mondo della rappresen- tazione e del progetto secondo una nuova tassonomia, in modo da indicare metodi che rendano il
selvatico riconoscibile. La domanda a cui trovare risposta si compone attraverso passaggi che insieme possono dare un’immagine di quello che è lo spazio selvaggio inteso quale informe, nel senso
batailliano del termine, e che rovescia (o aggiorna) le intersezioni consuete tra ‘forma’ e ‘contenuto’
mostrando le strutture di un possibile attraversamento per mezzo del progetto.
Tipologia CRIS:
3.1 Contributo in atti di convegno
Keywords:
indeterminato, informe, spazio della selva, sylva, wildness.
Elenco autori:
Moschetti, Vincenzo
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Titolo del libro:
Connettere : un disegno per annodare e tessere : linguaggi DistanzeTecnologie : 42. Convegno Internazionale dei Docenti delle Discipline della Rappresentazione = Connecting : Drawing for weaving relationship : Languages Distances Technologies : 42. International Conference of Representation Disciplines Teachers
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