Publication Date:
2021
abstract:
Il presente lavoro raccoglie una serie di studi e progetti applicativi realizzati nel corso degli ultimi anni con riferimento a questioni di analisi e di politiche terri- toriali relative alla valutazione dell’innovazione – effettiva e potenziale – di un insieme di sistemi logistici localizzati prevalentemente nel Nord-Est italiano. Il volume elabora estensivamente e sistematizza tali contributi in modo da produrre un quadro coerente che fornisca, alla luce degli elementi legati all’innovazione, strumenti efficaci di analisi e di sviluppo di politiche territoriali in alcuni dei settori chiave della geografia del Made in Italy. L’efficacia degli strumenti e delle evidenze prodotte deriva da un approccio rigoroso da un punto di vista scientifico
- e caratterizzato dalla proposta di contributi originali – unitamente ad una forte connotazione empirica. In effetti, i contributi presentati si fondano su corpose analisi di dati ed informazioni originali raccolte sul campo – attività rese possibile da una forte sinergia e cooperazione con gli stakeholder locali - che forniscono, alla fine, indicazioni analitiche e di policy non raramente poco rispondenti a vari stereotipi presenti nella retorica sul tema.
In generale, è opinione diffusa che l’organizzazione logistica delle filiere1 na- zionali, soprattutto quelle distrettuali, non sia efficiente a causa della mancanza di un adeguato know-how e perché, nella gran parte dei casi, le imprese non dedicano particolare attenzione a quegli elementi non ritenuti strettamente con- nessi al loro core business. L’interazione di questi aspetti con le problematiche portate dalla globalizzazione (l’emergere di nuovi competitori internazionali, l’in- ternazionalizzazione della produzione, dei mercati di approvvigionamento e di distribuzione) è ritenuta essere la principale causa della perdita di competitività delle imprese nazionali e, in particolare, dei sistemi distrettuali. La maggior parte delle evidenze presentate nel volume, tuttavia, mostra come, nell’ambito di filiere logistico-produttive in cui il nostro paese mostra una leadership spesso globale, siano maturate delle dinamiche positive e come, con ogni probabilità, il “modello logistico italiano” rappresenti una “scatola nera” probabilmente ancora da deci- frare ed un elemento di originalità difficilmente assimilabile a modelli logistici calibrati su realtà diverse.
In particolare, in questo lavoro viene, innanzitutto, valutato “lo stato di sa- lute” della logistica in un certo numero di filiere caratterizzanti il territorio del Nord-Est ed il ruolo che l’ottimizzazione dei sistemi logistici può giocare rispetto alla competitività territoriale. Viene, quindi, sviluppata una metodologia origina- le mirata alla valutazione delle performance logistiche all’interno di un panel di filiere rilevanti (in particolare, la filiera del “bianco”, della meccanica, del tessile- abbigliamento, della calzatura, del mobile-arredo e della metallurgia), basata sulla definizione di una serie di metriche specifiche che permette, alla fine, di definire il grado di ottimizzazione logistica (in termini di efficienza ed efficacia).
Successivamente, viene presa in esame una serie, piuttosto estesa, di model- li logistico-produttivi del territorio, che costituiscono esempi rilevanti del c.d. Made in Italy. Nello specifico, i casi studio esaminati riguardano, innanzitutto, la filiera del legno-arredo, declinata nelle filiere specifiche territoriali del mobile moderno nell’area del Trevigiano (Alto Livenza), del mobile d’arte di Bassano del Grappa e del mobile moderno connesso alla grande impresa nell’area del Friuli. Successivamente, viene esaminata la filiera dello sportsystem di Montebelluna. Tutti quest
- e caratterizzato dalla proposta di contributi originali – unitamente ad una forte connotazione empirica. In effetti, i contributi presentati si fondano su corpose analisi di dati ed informazioni originali raccolte sul campo – attività rese possibile da una forte sinergia e cooperazione con gli stakeholder locali - che forniscono, alla fine, indicazioni analitiche e di policy non raramente poco rispondenti a vari stereotipi presenti nella retorica sul tema.
In generale, è opinione diffusa che l’organizzazione logistica delle filiere1 na- zionali, soprattutto quelle distrettuali, non sia efficiente a causa della mancanza di un adeguato know-how e perché, nella gran parte dei casi, le imprese non dedicano particolare attenzione a quegli elementi non ritenuti strettamente con- nessi al loro core business. L’interazione di questi aspetti con le problematiche portate dalla globalizzazione (l’emergere di nuovi competitori internazionali, l’in- ternazionalizzazione della produzione, dei mercati di approvvigionamento e di distribuzione) è ritenuta essere la principale causa della perdita di competitività delle imprese nazionali e, in particolare, dei sistemi distrettuali. La maggior parte delle evidenze presentate nel volume, tuttavia, mostra come, nell’ambito di filiere logistico-produttive in cui il nostro paese mostra una leadership spesso globale, siano maturate delle dinamiche positive e come, con ogni probabilità, il “modello logistico italiano” rappresenti una “scatola nera” probabilmente ancora da deci- frare ed un elemento di originalità difficilmente assimilabile a modelli logistici calibrati su realtà diverse.
In particolare, in questo lavoro viene, innanzitutto, valutato “lo stato di sa- lute” della logistica in un certo numero di filiere caratterizzanti il territorio del Nord-Est ed il ruolo che l’ottimizzazione dei sistemi logistici può giocare rispetto alla competitività territoriale. Viene, quindi, sviluppata una metodologia origina- le mirata alla valutazione delle performance logistiche all’interno di un panel di filiere rilevanti (in particolare, la filiera del “bianco”, della meccanica, del tessile- abbigliamento, della calzatura, del mobile-arredo e della metallurgia), basata sulla definizione di una serie di metriche specifiche che permette, alla fine, di definire il grado di ottimizzazione logistica (in termini di efficienza ed efficacia).
Successivamente, viene presa in esame una serie, piuttosto estesa, di model- li logistico-produttivi del territorio, che costituiscono esempi rilevanti del c.d. Made in Italy. Nello specifico, i casi studio esaminati riguardano, innanzitutto, la filiera del legno-arredo, declinata nelle filiere specifiche territoriali del mobile moderno nell’area del Trevigiano (Alto Livenza), del mobile d’arte di Bassano del Grappa e del mobile moderno connesso alla grande impresa nell’area del Friuli. Successivamente, viene esaminata la filiera dello sportsystem di Montebelluna. Tutti quest
Iris type:
4.1 Monografia,Trattato scientifico
Keywords:
logistica, innovazione, territorio
List of contributors:
Mazzarino, Marco
Published in: