Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Il saggio "A Pervasive Drawing: Mario Sironi Meta-Designer of a Lictorian Style" esprime una definizione esemplificata del concetto di di "stile" nel contesto del design e dell'architettura, analizzando le difficoltà concettuale e la sua centralità nella foggia di identità culturali e artistiche. L'autore riflette sulla natura contraddittoria dello "stile", visto come una nozione fluida e sfuggente: da un lato, esso è identificativo, dall'altro si manifesta in forme variabili e diffuse. Questo approccio teorico viene poi applicato al caso specifico di Mario Sironi, pittore e figura chiave del movimento Novecento, che contribuì significativamente alla definizione dello stile architettonico del regime fascista negli anni '30.
Il testo approfondisce come Sironi, attraverso la sua visione artistica, abbia influenzato lo sviluppo di uno stile architettonico che incarnava i valori mitici del fascismo, non solo tramite il design di edifici, ma anche nella progettazione di intere esperienze visive, come l'Esposizione della Rivoluzione Fascista del 1932. Qui Sironi ha combinato elementi pittorici, scultorei e architettonici per creare una narrativa visiva destinata a esaltare il regime, con un linguaggio figurativo che incorporava simboli come la colonna, il fascio littorio e il saluto romano. L'articolo esplora come Sironi abbia integrato queste forme in una sintesi che si usò come espressiva dell'ideologia fascista, articolando un dialogo tra arte, design e politica.
Un altro aspetto trattato è il confronto tra Sironi e altri architetti e artisti contemporanei, come Giuseppe Terragni, anch'egli impegnato nella ricerca di un linguaggio architettonico che esprimesse un senso di modernità e monumentalità legato al regime. L'autore del saggio evidenzia come Sironi abbia contribuito a un’estetica condivisa, dove l'architettura diventava non solo un mezzo espressivo, ma anche uno strumento di identificazione di massa, carico di simbolismi e valori mitologici.
L'articolo conclude con una riflessione sul ruolo di Sironi come "meta-designer", ovvero come creatore di uno stile architettonico e figurativo che andava oltre il semplice progetto artistico, assumendo una dimensione ideologica e politica. Il suo contributo viene inquadrato all'interno di una più ampia riflessione sull'evoluzione dello stile nel design e nell'architettura italiana del XX secolo, ponendo l'accento sull'importanza della componente simbolica e comunicativa degli edifici come veicolo di valori culturali e politici.
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The essay "A Pervasive Drawing: Mario Sironi Meta-Designer of a Lictorian Style" expresses an exemplified definition of the concept of "style" in the context of design and architecture, analyzing the conceptual difficulties and its centrality in the shaping of cultural and artistic identities. The author reflects on the contradictory nature of "style", seen as a fluid and elusive notion: on the one hand, it is identifying, on the other it manifests itself in variable and widespread forms. This theoretical approach is then applied to the specific case of Mario Sironi, a painter and key figure of the Novecento movement, who significantly contributed to the definition of the architectural style of the fascist regime in the 1930s. The text explores how Sironi, through his artistic vision, influenced the development of an architectural style that embodied the mythical values of fascism, not only through the design of buildings, but also in the design of entire visual experiences, such as the 1932 Esposizione della Rivoluzione Fascista. Here Sironi combined pictorial, sculptural and architectural elements to create a visual narrative intended to exalt the regime, with a figurative language that incorporated symbols such as the
Il testo approfondisce come Sironi, attraverso la sua visione artistica, abbia influenzato lo sviluppo di uno stile architettonico che incarnava i valori mitici del fascismo, non solo tramite il design di edifici, ma anche nella progettazione di intere esperienze visive, come l'Esposizione della Rivoluzione Fascista del 1932. Qui Sironi ha combinato elementi pittorici, scultorei e architettonici per creare una narrativa visiva destinata a esaltare il regime, con un linguaggio figurativo che incorporava simboli come la colonna, il fascio littorio e il saluto romano. L'articolo esplora come Sironi abbia integrato queste forme in una sintesi che si usò come espressiva dell'ideologia fascista, articolando un dialogo tra arte, design e politica.
Un altro aspetto trattato è il confronto tra Sironi e altri architetti e artisti contemporanei, come Giuseppe Terragni, anch'egli impegnato nella ricerca di un linguaggio architettonico che esprimesse un senso di modernità e monumentalità legato al regime. L'autore del saggio evidenzia come Sironi abbia contribuito a un’estetica condivisa, dove l'architettura diventava non solo un mezzo espressivo, ma anche uno strumento di identificazione di massa, carico di simbolismi e valori mitologici.
L'articolo conclude con una riflessione sul ruolo di Sironi come "meta-designer", ovvero come creatore di uno stile architettonico e figurativo che andava oltre il semplice progetto artistico, assumendo una dimensione ideologica e politica. Il suo contributo viene inquadrato all'interno di una più ampia riflessione sull'evoluzione dello stile nel design e nell'architettura italiana del XX secolo, ponendo l'accento sull'importanza della componente simbolica e comunicativa degli edifici come veicolo di valori culturali e politici.
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The essay "A Pervasive Drawing: Mario Sironi Meta-Designer of a Lictorian Style" expresses an exemplified definition of the concept of "style" in the context of design and architecture, analyzing the conceptual difficulties and its centrality in the shaping of cultural and artistic identities. The author reflects on the contradictory nature of "style", seen as a fluid and elusive notion: on the one hand, it is identifying, on the other it manifests itself in variable and widespread forms. This theoretical approach is then applied to the specific case of Mario Sironi, a painter and key figure of the Novecento movement, who significantly contributed to the definition of the architectural style of the fascist regime in the 1930s. The text explores how Sironi, through his artistic vision, influenced the development of an architectural style that embodied the mythical values of fascism, not only through the design of buildings, but also in the design of entire visual experiences, such as the 1932 Esposizione della Rivoluzione Fascista. Here Sironi combined pictorial, sculptural and architectural elements to create a visual narrative intended to exalt the regime, with a figurative language that incorporated symbols such as the
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
Drawing theory, Drawing for architecture, Semiotics of visual artifacts, Style, Semiotics of style, Mario Sironi, Giuseppe Terragni, History of representation, Reconstruction of interiors, Exhibitions, Relationships between the arts., Teoria del disegno, Disegno per l'architettura, Semiotica degli artefatti visuali, Stile, Semiotica dello stile, Mario Sironi, Giuseppe Terragni, Storia della rappresentazione, Ricostruzione degli interni, Esposizioni, Rapporti tra le arti.
Elenco autori:
Gay, Fabrizio
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Approaches to Drawing in Architectural and Urban Design