Skip to Main Content (Press Enter)

Logo IUAV
  • ×
  • Home
  • Corsi
  • Insegnamenti
  • Professioni
  • Persone
  • Pubblicazioni
  • Strutture
  • Terza Missione
  • Attività
  • Contratti
  • Competenze

Logo IUAV

|

UNIFIND

iuav.it
  • ×
  • Home
  • Corsi
  • Insegnamenti
  • Professioni
  • Persone
  • Pubblicazioni
  • Strutture
  • Terza Missione
  • Attività
  • Contratti
  • Competenze
  1. Pubblicazioni

La dimensione dell’esotico nel trattato di architettura

Articolo
Data di Pubblicazione:
2002
Abstract:
Nei testi teorici tra ‘500 e ‘700 accanto a norme che definiscono la corretta architettura, si constata la presenza di riferimenti al patrimonio culturale e figurativo considerato “diverso” la cui ricorrenza consente di parlarne come di un tema che appartiene alla trattatistica disciplinare, nonostante sia tra i meno riconducibili a modelli da imitare in modo ripetitivo.
Anche se già Sebastiano Serlio aveva inserito il Trattato di alcune cose maravigliose dell’Egitto alla fine del Libro terzo (1540) dei suoi Sette libri dell’architettura, una vera e propria prospettiva comparativa in un testo teorico viene adottata per la prima volta da Vincenzo Scamozzi ne L’idea dell’architettura universale (1615). È dichiarato che il contenuto dell’opera – oltre ai precetti dell’Architettura – consista in “varie descrittioni”, seguite dalle “differenze di Paesi”, concretizzando quindi il programma espresso nell’aggettivo “universale” che caratterizza nel titolo la sua idea di architettura. Numerosissimi Paesi del mondo sono quindi presi in considerazione da Scamozzi per illustrare e paragonare metodi e principi diversi dell’edificare e per indicare, al di là della relatività degli usi, la relazione con le risorse e le condizioni ambientali. Il ruolo svolto nella trattazione di Scamozzi dalle osservazioni compiute durante numerosi viaggi diviene fondamentale – così come lo sarà nell’opera e negli scritti di Guarini.
Patrimoni figurativi di provenienza diversa, compreso il Nuovo Mondo, sono compresenti anche nell’opera teorica di Juan Caramuel (1678), dove nell’Ottavo trattato si trova la descrizione di monumenti come le piramidi accanto al Pantheon e a S. Pietro.
Una costante dell’inserimento di questi esempi figurativi all’interno del trattato di architettura è la tensione a conferire fondatezza e soprattutto credibilità, tramite un preciso patrimonio di testi e reperti materiali, agli esempi proposti. Questa preoccupazione deriva dalla volontà di stabilire una pari dignità tra questi “nuovi” esempi e quelli tradizionalmente derivati dall’antichità romana, mettendo così in atto un’accezione di antichità ben più ampia di quella considerata a fondamento della cultura umanistica. In questo modo l’Egitto, la Cina e l’Oriente in genere, il Nuovo Mondo e le Meraviglie entrano a far parte della trattazione di architettura non come argomenti autonomi, ma come “innesti” nella rigida struttura trattatistica rinascimentale. Per sostanziare la compatibilità tra questi mondi alcuni temi vengono investiti del ruolo di stabilire terreni di relazione tra culture diverse, tanto da divenire topoi all’interno dei testi: le piramidi ad esempio vengono rintracciate non solo nella cultura figurativa egizia ma anche in quella del Nuovo Mondo e della Cina – oltre che tra le antichità romane.
La tensione a determinare un preciso e autorevole quadro delle fonti caratterizza anche l’introduzione che Johann Bernhard Fischer von Erlach elabora per Entwurf einer historischen Architektur (1721) dove l’intenzione, dichiarata nella Prefazione, è quella di compiere una rilettura di materiali e testi esistenti riguardanti “ogni sorta di architetture”. Il programma, solo in parte disatteso, comprende nel “Primo libro. Di alcuni edifici dell’antica architettura Giudaica, Egizia, Siriana (cioè assira), Persiana e Greca”, nel secondo un “Altro libro di alcuni edifici dell’architettura Romana antica e nuova, e anche Gotica e Moresca”, e nel “Terzo libro di alcuni edifici dell’architettura Gotica, Moresca, Araba, Turca, neo Persiana, Indostana, Siamese, Cinese e Giapponese”.
Si ha quindi una rivalutazione dell’architettura di diverse nazioni secondo il princip
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo su Rivista
Keywords:
trattati di architettura
Elenco autori:
Manzelle, Maura
Autori di Ateneo:
MANZELLE MAURA
Link alla scheda completa:
https://air.iuav.it/handle/11578/338889
Link al Full Text:
https://air.iuav.it//retrieve/handle/11578/338889/229737/Manzelle_2002_La%20dimensione%20dell'esotico_Arc%20n.%208_pp.8-9.pdf
Pubblicato in:
ARC. ARCHITETTURA RICERCA COMPOSIZIONE
Journal
  • Dati Generali

Dati Generali

URL

http://www.arcduecitta.it/numeri/8.pdf
  • Utilizzo dei cookie

Realizzato con VIVO | Designed by Cineca | 26.9.2.0