Data di Pubblicazione:
2018
Abstract:
Non è Ca’ Dario in sé, con le sue decorazioni, la facciata dipinta e lavorata, gli elementi compositivi che la contraddistinguono, ad avere una qualche forma di oscurità o maledizione. E lo stesso vale per la città che la casa abita. Il suo valore sta nella capacità di rendere manifesto ciò che, fino ad allora, era latente: l’oscurità insita nelle persone che nei secoli, casualmente o per una concatenazione di cause, si sono trovate a relazionarsi con queste pareti e con questo canale. Ca’ Dario svolge solo il compito per cui è stata costruita: è il contenitore di desideri e di riflessi sul mondo. La sua scenografia è più forte di qualsiasi vicenda la contorni e la abiti, essa è sopravvissuta ad ogni evento che abbia provato a rubarle la scena e a macchiare di sangue le sue pareti e adesso la casa si presenta da sola come unica protagonista. La sua oscurità non è una caratteristica intrinseca della materia e delle pareti, ma la proiezione di uno stato emotivo, che pone tutto nel limbo tra ciò che è reale e ciò che è ambiguo e disturbante.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
Ca' Dario; oscurità; Venezia
Elenco autori:
Monaci, Elisa
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Titolo del libro:
Cartografie dell’oscurità : architetture e psicogeografie veneziane