Treviso: restituire una idea di città alla città. Dai monumenti all’immagine urbana
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
Le modalità degli interventi post-bellici in letteratura è spesso collegata alla tipologia del danno sul singolo edificio, ma nello specifico di Treviso, variamente e seriamente bombardata, il tipo di danno può essere definito quasi non monumentale quanto piuttosto urbano; l’intero tessuto medioevale della città è scardinato dai bombardamenti e gli interventi vanno di volta in volta a costituire una metodologia che restituisce oltre al singolo monumento anche una idea di città alla città, spostando il problema in tanti piccoli micro interventi di un macro intervento che è la facies medioevale degli edifici minori e del tessuto.
Nel testo si propone di analizzare i restauri eseguiti subito dopo i bombardamenti dalla Soprintendenza ai monumenti per il Veneto Orientale, guidata da Ferdinando Forlati, a due scale: una monumentale e una urbana.
Tale punto di vista consentirà di stabilire una connessione tra edifici che si costituiscono come modelli di ricostruzione post-bellica a scala monumentale anche sul panorama nazionale come la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Complesso di Santa Caterina, il palazzo dei Trecento, l’Osteria alla Colonna e le ricomposizioni urbane in cui Forlati utilizza il vuoto lasciato dai crolli come occasione per ricomporre una immagine medioevale della città restituendo una nuova facies agli edifici. Gli edifici analizzati e messi a confronto, relativamente a questa seconda modalità operativa, sono stati scelti tra esempi non monumentali perché si possa definire quel carattere di strategia urbana di cui sopra si è parlato: La Loggia dei Cavalieri, la Casa dei Barbacani, Cà dei Ricchi, la Casa in vicolo Barberia, la Casa in vicolo Rinaldi e la Casa in via Collalto. Esempi accomunati dalla scarsa o mancata presenza del tema della distinguibilità, abbinata ad una fortissima componente del tema della restituzione.
Nel testo si propone di analizzare i restauri eseguiti subito dopo i bombardamenti dalla Soprintendenza ai monumenti per il Veneto Orientale, guidata da Ferdinando Forlati, a due scale: una monumentale e una urbana.
Tale punto di vista consentirà di stabilire una connessione tra edifici che si costituiscono come modelli di ricostruzione post-bellica a scala monumentale anche sul panorama nazionale come la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Complesso di Santa Caterina, il palazzo dei Trecento, l’Osteria alla Colonna e le ricomposizioni urbane in cui Forlati utilizza il vuoto lasciato dai crolli come occasione per ricomporre una immagine medioevale della città restituendo una nuova facies agli edifici. Gli edifici analizzati e messi a confronto, relativamente a questa seconda modalità operativa, sono stati scelti tra esempi non monumentali perché si possa definire quel carattere di strategia urbana di cui sopra si è parlato: La Loggia dei Cavalieri, la Casa dei Barbacani, Cà dei Ricchi, la Casa in vicolo Barberia, la Casa in vicolo Rinaldi e la Casa in via Collalto. Esempi accomunati dalla scarsa o mancata presenza del tema della distinguibilità, abbinata ad una fortissima componente del tema della restituzione.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
Ferdinando Forlati, Ricostruzione postbellica, Treviso, Progetto di Restauro
Elenco autori:
Sorbo, Emanuela
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Le stagioni dell'ingegnere Ferdinando Forlati: un protagonista del restauro nelle Venezie del Novecento.