Publication Date:
2025
abstract:
All’incrocio tra il 31° meridiano e il 6° parallelo una sconfinata distesa di specchi parabolici ammanta le sabbie del deserto sahariano, riflettendo i raggi solari che intercettano la superficie dei suoi pannelli verso una costellazione di punti focali. Situato approssimativamente a 10 km dalla cittadina di Ourazazate, nella regione del Drâa-Tafilalet, il più grande impianto solare a concentrazione del mondo, inscrive le proprie geometrie e le proprie architetture ai confini del paesaggio umano. Se da un lato, infatti, la posizione geografica della centrale solare termodinamica rimanda a considerazioni e riflessioni inquadrabili nell’immaginario anti-urbano del deserto, dall’altro lato l’estensione complessiva e il disegno planimetrico dell’impianto presuppongono un punto di vista solare per essere percepiti nella loro totalità. A partire dal limite estremo di questo confine, situato a ridosso dell’ultimo strato di atmosfera il contributo indaga la dimensione numerica e quantitativa dell’impianto solare nordafricano attraverso un movimento oscillatorio che dal generale precipita verso il particolare, e viceversa. Analogamente al video Powers of Ten, di Charles e Ray Eames, i seguenti paragrafi e la sequenza di disegni ad essi correlata assumono la potenza del dieci come dispositivo narrativo e concettuale mediante il quale analizzare le proprietà e le caratteristiche spaziali di un’architettura orientata ai dati, o più precisamente di un’architettura cartesiana.
Iris type:
1.1 Articolo su Rivista
Keywords:
Centrale solare a concentrazione; Ourazazate; Energia solare; Architettura cartesiana; Powers of Ten; Noor CSP
List of contributors:
Bersani, Giulia; Zaupa, Davide
Published in: