Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Mentre nella ricerca sulle abitazioni romane è consueto cercare richiami ai piacevoli luoghi ed esperienze della natura, i "loca amoena", sembra attuale e importante volgere lo sguardo ai "loca horrida", i precursori del nostro attuale ‘eco-anxiety’, per ampliare le prospettive, e trovare, anche sul suo opposto, la natura come forza spaventosa, sinistra e distruttrice.
Il convegno e, come suo frutto, il presente volume sul locus horridus hanno avuto lo scopo di approfondire, analizzare e aggiornare il tema delle ansie, dei timori, delle paure e delle preoccupazioni dei Romani a riguardo della natura selvaggia e delle sue forze indomabili.
Nella gamma dei contributi del convegno e del presente volume gli oggetti di ricerca ricadono prevalentemente su fenomeni extraurbani, che includono boschi, selve, vulcani, paludi, laghi e grotte. Come cornice topica dell’incontro pauroso uomo-natura ben si prestano anche alcuni luoghi naturali iconici infernali, quali il lago di Averno. Ciò nondimeno, sono esaminate anche le manifestazioni della natura selvaggia incapsulate nei contesti urbani e domestici, per esempio tramite iconografie, architetture e decorazioni del giardino delle case. Un ruolo fondamentale in questi discorsi hanno le memorie culturali dei siti e le storie ‘mostruose’ e ‘selvagge’ preservate nelle topografie urbane, quali, in riferimento a Roma, la grotta di Cacus,
il Lupercal, e i luci sacri rimasti all’interno della città.
Il convegno e, come suo frutto, il presente volume sul locus horridus hanno avuto lo scopo di approfondire, analizzare e aggiornare il tema delle ansie, dei timori, delle paure e delle preoccupazioni dei Romani a riguardo della natura selvaggia e delle sue forze indomabili.
Nella gamma dei contributi del convegno e del presente volume gli oggetti di ricerca ricadono prevalentemente su fenomeni extraurbani, che includono boschi, selve, vulcani, paludi, laghi e grotte. Come cornice topica dell’incontro pauroso uomo-natura ben si prestano anche alcuni luoghi naturali iconici infernali, quali il lago di Averno. Ciò nondimeno, sono esaminate anche le manifestazioni della natura selvaggia incapsulate nei contesti urbani e domestici, per esempio tramite iconografie, architetture e decorazioni del giardino delle case. Un ruolo fondamentale in questi discorsi hanno le memorie culturali dei siti e le storie ‘mostruose’ e ‘selvagge’ preservate nelle topografie urbane, quali, in riferimento a Roma, la grotta di Cacus,
il Lupercal, e i luci sacri rimasti all’interno della città.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
Roman Archaeology; Locus Horridus
Elenco autori:
Bassani, Maddalena; Berg, Ria
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Locus Horridus : Ansie romane verso il mondo naturale
Pubblicato in: