Publication Date:
2011
abstract:
La ricostruzione del retroterra teorico antropologico di Ejzenstein consente di leggere il progetto di Que viva mexico in una luce nuova. Il film, nelle sue diverse versioni, nella sua forma indefinita e non firmata dal regista sovietico, si presenta come un oggetto storico e teorico essenziale per una genealogia della dialettica modernità- primitivismi, centro periferia, nell’estetica del cinema del primo novecento, nel crocevia della arti visive e del visuale di quegli anni. L’antropologia filosofica eisensteiniana, nel suo farsi filmico, incrocia qui, nel Messico rivoluzionario, un paradigma dell’alterità e del primitivo da cui produrre una riflessione sulla storia. Il confronto con la cultura visiva dei murales di Diego Rivera e Siqueiros, con la grafica modernista autoctona, con la tradizione delle feste popolari e dei culti del Messico prima delle conquista spagnola, produce uno straordinario episodio di ibridazione di immaginari, di anacronismi, di culture e pratiche di invenzione cinematografica ed etnografia visiva.
Iris type:
1.1 Articolo su Rivista
Keywords:
Cinema e antropologia; Antropologia delle immagini; Teoria del cinema; teoria dell'immagine
List of contributors:
Marabello, Carmelo
Published in: