Publication Date:
2013
abstract:
Il corso ha guidato l’interesse degli studenti su alcune questioni ritenute fondamentali per la costruzione di
una cultura disciplinare, vale a dire «raggiungere la capacità, da parte di ciascun studente, di saper analizzare la
forma, la dimensione, la composizione, la natura fisica degli spazi e delle relazioni che tra essi intercorrono.»
Tra gli obiettivi di questa esperienza didattica vi era quello di dimostrare che la forma è il risultato di un lungo e faticoso processo e non di una felice intuizione iniziale, l’idea.
La docenza si è posta come sponda per verifiche collettive e aperte, lasciando allo studente la responsabilità e libertà
di cercare riferimenti, interpretarli, metabolizzarli, abbandonarli. I vincoli entro cui gli studenti si sono cimentati
sono tipologici e funzionali (abitazione a corte monofamiliare) e costruttivi (mattone portante e a vista). Il dimensionamento,
la distribuzione, la scelta dei sistemi statici, l’uso delle geometrie, le opzioni costruttive, sono stati alcuni
dei sistemi generatori del progetto; dalla attenta composizione di questi sistemi – a volte tra loro antagonisti – ne è derivata la forma finale.
La componente autodidattica, nella formazione di un architetto, è molto alta: «L’architettura non si insegna, ma si impara».
Iris type:
1.1 Articolo su Rivista
Keywords:
didattica; tipologia; abitazione monofamiliare
List of contributors:
Giani, Esther
Published in: