Interior? Interaction! Il contributo dell'interaction design nell'ambito dell'interior design
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2024
Abstract:
Il testo indaga il contributo dell’interaction design nel campo del design degli interni, con un focus particolare sulla progettazione di spazi ibridi fisico-digitali. L’interaction design, nato per sviluppare interazioni tra persone e dispositivi tecnologici, si estende alla progettazione degli ambienti, trasformando lo spazio in una dimensione informativa e interattiva.
Le tecnologie ubiquitarie, come GPS, RFID, realtà aumentata e virtuale, nonché interfacce ambientali, stanno ridefinendo il modo in cui percepiamo, abitiamo e interagiamo con gli spazi. Tali tecnologie si integrano nell’architettura, negli oggetti e nei flussi di dati, influenzando i comportamenti umani e il senso di presenza fisica nei luoghi. Il contributo evidenzia l’importanza di superare i tradizionali approcci cognitivisti dell’Human-Computer Interaction (HCI), adottando paradigmi più contestuali e incarnati, come l’embodied interaction di Paul Dourish, per considerare la fisicità e la socialità dei contesti di utilizzo.
In questa prospettiva, lo studio delle spatial user experience (SUX) e la distinzione tra spazio e luogo diventano fondamentali. Mentre lo spazio si riferisce alla configurazione fisica, il luogo incorpora dimensioni socioculturali e comportamentali, cruciali per la progettazione di interni digitalmente aumentati. Il contributo propone una visione transdisciplinare, invitando i designer a considerare gli spazi ibridi come materia progettuale, in cui le interfacce agiscono non solo come strumenti funzionali, ma come elementi culturali che modellano comportamenti, emozioni e relazioni.
Le tecnologie ubiquitarie, come GPS, RFID, realtà aumentata e virtuale, nonché interfacce ambientali, stanno ridefinendo il modo in cui percepiamo, abitiamo e interagiamo con gli spazi. Tali tecnologie si integrano nell’architettura, negli oggetti e nei flussi di dati, influenzando i comportamenti umani e il senso di presenza fisica nei luoghi. Il contributo evidenzia l’importanza di superare i tradizionali approcci cognitivisti dell’Human-Computer Interaction (HCI), adottando paradigmi più contestuali e incarnati, come l’embodied interaction di Paul Dourish, per considerare la fisicità e la socialità dei contesti di utilizzo.
In questa prospettiva, lo studio delle spatial user experience (SUX) e la distinzione tra spazio e luogo diventano fondamentali. Mentre lo spazio si riferisce alla configurazione fisica, il luogo incorpora dimensioni socioculturali e comportamentali, cruciali per la progettazione di interni digitalmente aumentati. Il contributo propone una visione transdisciplinare, invitando i designer a considerare gli spazi ibridi come materia progettuale, in cui le interfacce agiscono non solo come strumenti funzionali, ma come elementi culturali che modellano comportamenti, emozioni e relazioni.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
Interior design; Interaction design; Interfacce; Ambienti ibridi
Elenco autori:
Calogero, Lucilla
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Interior/Design: Espandere il campo