Rigenerazione urbana e riattivazione economica del Parco scientifico tecnologico di Venezia
Articolo
Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
Il caso presentato è Vega (Venice gateway for science and technology), il Parco scientifico
tecnologico di Venezia, comparto urbano realizzato nel corso degli anni Novanta
nell’area di prima industrializzazione di Porto Marghera insediata negli anni Venti del
secolo scorso, collocato in posizione strategica a ridosso della laguna di Venezia, vicino
ai principali hub della mobilità, ma enclave sconnessa nei confronti dell’intorno
urbano, oggi parzialmente abbandonato e sottoutilizzato. Di proprietà pubblicoprivata,
isola monofunzionale dalla forte e voluta caratterizzazione a terziario avanzato
che ne limita drasticamente l’evoluzione e la trasformabilità in seguito alla crisi, può
essere definito come quartiere lavoratorio, utilizzato dai suoi silenti abitanti in fasce
temporali ben definite.
Nonostante oggi a Vega risultino insediate circa 200 tra aziende e start-up innovative
ospitando circa 2000 addetti, la potenzialità che questo ambito esprime è assai più
importante.
Il testo che segue riflette brevemente su alcuni temi che la rigenerazione di uno spazio
come Vega aggiunge ai tanti già in discussione: in primo luogo spinge a riflettere su
quali lavori la città è in grado e sarà in grado di attrarre nei prossimi anni; in secondo
luogo si interroga su come la presenza di funzioni altre rispetto a quelle lavorative e di
spazi collettivi possa contribuire a generare valore e sviluppo intercettando altre
economie; infine, sostiene la necessità di ridefinire concetti fondamentali per
descrivere le nuove geografie urbane, come periferia e disagio.
tecnologico di Venezia, comparto urbano realizzato nel corso degli anni Novanta
nell’area di prima industrializzazione di Porto Marghera insediata negli anni Venti del
secolo scorso, collocato in posizione strategica a ridosso della laguna di Venezia, vicino
ai principali hub della mobilità, ma enclave sconnessa nei confronti dell’intorno
urbano, oggi parzialmente abbandonato e sottoutilizzato. Di proprietà pubblicoprivata,
isola monofunzionale dalla forte e voluta caratterizzazione a terziario avanzato
che ne limita drasticamente l’evoluzione e la trasformabilità in seguito alla crisi, può
essere definito come quartiere lavoratorio, utilizzato dai suoi silenti abitanti in fasce
temporali ben definite.
Nonostante oggi a Vega risultino insediate circa 200 tra aziende e start-up innovative
ospitando circa 2000 addetti, la potenzialità che questo ambito esprime è assai più
importante.
Il testo che segue riflette brevemente su alcuni temi che la rigenerazione di uno spazio
come Vega aggiunge ai tanti già in discussione: in primo luogo spinge a riflettere su
quali lavori la città è in grado e sarà in grado di attrarre nei prossimi anni; in secondo
luogo si interroga su come la presenza di funzioni altre rispetto a quelle lavorative e di
spazi collettivi possa contribuire a generare valore e sviluppo intercettando altre
economie; infine, sostiene la necessità di ridefinire concetti fondamentali per
descrivere le nuove geografie urbane, come periferia e disagio.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo su Rivista
Keywords:
Rigenerazione, città, riattivazione economica
Elenco autori:
Tosi, MARIA CHIARA; Franzese, Alessia; Paronuzzi, Marco
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: