Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
A conclusione del percorso di ricerca riteniamo utile raccoglierne
gli esiti, arricchiti dai contributi maturati attraverso il confronto con
diversi interlocutori le cui esperienze e punti di vista sono restituiti nei
saggi di questo volume.
Per argomentare alcuni dei temi più attuali, abbiamo scelto di proporre
una sintesi in forma di Manifesto, articolato in sette punti, con
l’auspicio di chiarire assunti riguardo alle forme di regolazione e al
ruolo possibile degli standard urbanistici. Il Manifesto muove dalla
convinzione che non sia necessaria una riscrittura della norma nazionale,
la cui semplicità ha consentito e consentirà ancora di accogliere le
innovazioni che si rendono necessarie per la sua applicazione concreta.
Su questi ultimi aspetti, peraltro, le regioni sono già da tempo intervenute,
e potranno nel prossimo futuro giocare un ruolo significativo
nell’ampliare e ridefinire il campo operativo degli standard. La dotazione
di aree a standard può continuare a essere generalmente quantificata
così come definito dal decreto interministeriale 1444/1968, lasciando
alle amministrazioni regionali il compito di articolare, differenziare
e incrementare i parametri stabiliti a livello nazionale, di specificarne
l’eventuale sovrapposizione con altre dotazioni a carattere
ecologico o ambientale, di apportare ulteriori indicazioni nella forma
di indirizzi e prestazioni di progetto.
gli esiti, arricchiti dai contributi maturati attraverso il confronto con
diversi interlocutori le cui esperienze e punti di vista sono restituiti nei
saggi di questo volume.
Per argomentare alcuni dei temi più attuali, abbiamo scelto di proporre
una sintesi in forma di Manifesto, articolato in sette punti, con
l’auspicio di chiarire assunti riguardo alle forme di regolazione e al
ruolo possibile degli standard urbanistici. Il Manifesto muove dalla
convinzione che non sia necessaria una riscrittura della norma nazionale,
la cui semplicità ha consentito e consentirà ancora di accogliere le
innovazioni che si rendono necessarie per la sua applicazione concreta.
Su questi ultimi aspetti, peraltro, le regioni sono già da tempo intervenute,
e potranno nel prossimo futuro giocare un ruolo significativo
nell’ampliare e ridefinire il campo operativo degli standard. La dotazione
di aree a standard può continuare a essere generalmente quantificata
così come definito dal decreto interministeriale 1444/1968, lasciando
alle amministrazioni regionali il compito di articolare, differenziare
e incrementare i parametri stabiliti a livello nazionale, di specificarne
l’eventuale sovrapposizione con altre dotazioni a carattere
ecologico o ambientale, di apportare ulteriori indicazioni nella forma
di indirizzi e prestazioni di progetto.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in Volume(Capitolo,Saggio)
Keywords:
città, standard urbanistici, diritti, giustizia spaziale
Elenco autori:
Baioni, Mauro; Basso, Sara; Caudo, Giovanni; Franzese, Alessia; Marchigiani, Elena; Munarin, Stefano; Renzoni, Cristina; Savoldi, Paola; Tosi, MARIA CHIARA; Vazzoler, Nicola
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Diritti in città : gli standard urbanistici in Italia dal 1968 a oggi
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