Andrea Pozzo a Roma. Nuove ipotesi fruitive del refettorio di Trinità dei Monti
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Il refettorio di Trinità dei Monti fu affrescato nel 1694 da Andrea Pozzo, il quale gli conferì una
spazialità illusoria dalla forte natura teatrale. Sulle quattro pareti sono raffigurate le Nozze di
Cana, mentre la volta a botte ospita una serie di travature e di mensole ingannevolmente
aggettanti. Lo studio del dipinto da un punto di vista geometrico proiettivo è volto alla ricerca
degli elementi che consentano di ricostruire un’attendibile tecnica esecutiva dell’opera – fermo
restando il fine meramente conservativo e divulgativo insito nel progetto.
Il percorso di analisi si è inizialmente incentrato sul rilievo metrico, tramite l’ausilio di un laser
scanner. La scansione tridimensionale acquisita ci ha consentito di ricavare un modello 3D
digitale del refettorio metricamente attendibile. Successivamente si è provveduto ad un rilievo
di tipo fotografico, sfruttando principi di fotogrammetria e utilizzando apparecchi digitali che
generassero delle immagini ad alta risoluzione.
Le foto ottenute hanno subito diversi processi: lo stitching (per ottenere delle immagini
complete delle singole pareti) e il confronto con l’ortofoto ricavata dalla nuvola di punti, al fine
di garantire una certa attendibilità metrica delle immagini prima di poter passare alla loro analisi.
Mediante il procedimento di prospettiva inversa si sono ricavate le piante e gli alzati della scena
architettonica raffigurata con l’obiettivo di riuscire in seguito a ricavarne un modello digitale
tridimensionale. Parallelamente, è stato realizzato anche un secondo modello “ideale”, sulla base
dei canoni architettonici applicati all’impianto architettonico raffigurato.
Il confronto finale fra i due modelli mira dunque ad individuare le modifiche apportate
dall’artista alle immagini che, seppur corrette prospetticamente, sarebbero risultate altrimenti
fortemente deformate e di difficile riconoscibilità da parte dell’occhio umano.
Nel corso dello studio sono state sperimentate nuove tecniche di rilievo, applicando a superfici
curve alcune delle metodologie sino ad oggi utilizzate solo per pareti piane. Per la successiva
elaborazione digitale si è fatto ricorso invece a procedimenti sperimentali e software dedicati.
Sulla base del lavoro effettuato e dei risultati ottenuti si è cercato altresì di fornire degli
strumenti utili in supporto alle operazioni di restauro per le prospettive architettoniche, così da
garantirne una corretta esecuzione dal punto di vista proiettivo geometrico.
spazialità illusoria dalla forte natura teatrale. Sulle quattro pareti sono raffigurate le Nozze di
Cana, mentre la volta a botte ospita una serie di travature e di mensole ingannevolmente
aggettanti. Lo studio del dipinto da un punto di vista geometrico proiettivo è volto alla ricerca
degli elementi che consentano di ricostruire un’attendibile tecnica esecutiva dell’opera – fermo
restando il fine meramente conservativo e divulgativo insito nel progetto.
Il percorso di analisi si è inizialmente incentrato sul rilievo metrico, tramite l’ausilio di un laser
scanner. La scansione tridimensionale acquisita ci ha consentito di ricavare un modello 3D
digitale del refettorio metricamente attendibile. Successivamente si è provveduto ad un rilievo
di tipo fotografico, sfruttando principi di fotogrammetria e utilizzando apparecchi digitali che
generassero delle immagini ad alta risoluzione.
Le foto ottenute hanno subito diversi processi: lo stitching (per ottenere delle immagini
complete delle singole pareti) e il confronto con l’ortofoto ricavata dalla nuvola di punti, al fine
di garantire una certa attendibilità metrica delle immagini prima di poter passare alla loro analisi.
Mediante il procedimento di prospettiva inversa si sono ricavate le piante e gli alzati della scena
architettonica raffigurata con l’obiettivo di riuscire in seguito a ricavarne un modello digitale
tridimensionale. Parallelamente, è stato realizzato anche un secondo modello “ideale”, sulla base
dei canoni architettonici applicati all’impianto architettonico raffigurato.
Il confronto finale fra i due modelli mira dunque ad individuare le modifiche apportate
dall’artista alle immagini che, seppur corrette prospetticamente, sarebbero risultate altrimenti
fortemente deformate e di difficile riconoscibilità da parte dell’occhio umano.
Nel corso dello studio sono state sperimentate nuove tecniche di rilievo, applicando a superfici
curve alcune delle metodologie sino ad oggi utilizzate solo per pareti piane. Per la successiva
elaborazione digitale si è fatto ricorso invece a procedimenti sperimentali e software dedicati.
Sulla base del lavoro effettuato e dei risultati ottenuti si è cercato altresì di fornire degli
strumenti utili in supporto alle operazioni di restauro per le prospettive architettoniche, così da
garantirne una corretta esecuzione dal punto di vista proiettivo geometrico.
Tipologia CRIS:
3.1 Contributo in atti di convegno
Keywords:
Andrea Pozzo; Refettorio; Trinità dei Monti; Quadratura; Prospettiva Architettonica; Illusorio
Elenco autori:
Calandriello, Antonio
Link alla scheda completa:
Link al Full Text:
Titolo del libro:
Le teorie, le tecniche, i repertori figurativi nella prospettiva d'architettura tra il '400 e il '700 : dall'acquisizione alla lettura del dato
Pubblicato in: